I nonni di oggi si trovano ad affrontare una sfida completamente nuova rispetto alle generazioni precedenti: accompagnare i nipoti adolescenti in un mondo digitale che spesso non conoscono a fondo. Questa distanza tecnologica può generare ansia, incomprensioni e una sensazione di impotenza di fronte a rischi che percepiscono come reali ma difficili da identificare. Eppure, il ruolo dei nonni nell’educazione digitale dei ragazzi può rivelarsi prezioso proprio grazie alla loro prospettiva unica, se supportata da strumenti adeguati e da un approccio costruttivo.
Oltre il divario generazionale: trasformare la distanza in dialogo
La prima reazione di molti nonni di fronte ai social media è il rifiuto o la paura. Tuttavia, questa posizione rischia di creare un muro tra loro e i nipoti, proprio nel momento in cui gli adolescenti avrebbero bisogno di figure di riferimento anche nel digitale. Uno studio del 2019 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha rilevato che il 67% degli adolescenti italiani non ha mai parlato con i nonni dell’uso dei social network, considerandoli estranei a questo aspetto della vita.
Il segreto non sta nel diventare esperti di tecnologia, ma nel mostrare curiosità autentica. Chiedere ai nipoti di spiegare come funziona TikTok, Instagram o Twitch non è un segno di debolezza, ma un potente strumento relazionale. Gli adolescenti amano sentirsi competenti e poter insegnare qualcosa agli adulti: questo scambio di ruoli rafforza il legame e apre canali di comunicazione inaspettati.
I rischi reali: conoscerli senza demonizzare
La preoccupazione dei nonni non è infondata. I social media presentano effettivamente delle criticità che meritano attenzione, ma è fondamentale distinguere tra paure generiche e pericoli concreti.
Privacy e sicurezza online
Molti adolescenti non comprendono appieno che ogni foto, commento o like lascia una traccia digitale permanente. Un report del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 2022 indica che il 73% dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni non legge mai le policy sulla privacy e tracciamento dei dati prima di iscriversi a una piattaforma. I nonni possono aiutare i nipoti a sviluppare consapevolezza ponendo domande semplici: chi può vedere questa foto? Saresti contento se il tuo futuro datore di lavoro la vedesse?
Relazioni online e dinamiche rischiose
Le interazioni digitali possono nascondere insidie: profili falsi, manipolazione emotiva, esclusione dai gruppi. Un’indagine dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza del 2023 riporta che il 22% degli adolescenti italiani ha subito almeno un episodio di cyberbullismo. I nonni, con la loro esperienza di vita, possono aiutare i ragazzi a riconoscere dinamiche relazionali tossiche, traducendo nella lingua del digitale ciò che hanno sempre saputo sulle relazioni umane.
Strategie pratiche per un accompagnamento efficace
Creare un patto digitale familiare
Invece di imporre divieti che verranno aggirati, i nonni possono proporre ai genitori e ai nipoti di stabilire insieme delle linee guida condivise. Questo patto può includere orari concordati per l’uso dei dispositivi, zone della casa libere da schermi e la regola fondamentale di non condividere mai informazioni personali sensibili come indirizzo di casa o numero di telefono. Coinvolgere i ragazzi nella definizione delle regole li rende più responsabili e più propensi a rispettarle.

Il metodo della supervisione partecipata
Anziché controllare di nascosto o chiedere le password, i nonni possono proporre momenti di condivisione: mi mostri cosa stai guardando? Questo video ti piace? Perché? Questa modalità rispetta l’autonomia dell’adolescente ma mantiene aperto un canale di osservazione. La psicologa americana Danielle Boyd, autrice di ricerche sulla cultura digitale giovanile, definisce questo approccio presenza discreta: esserci senza invadere, osservare senza giudicare.
Sviluppare il pensiero critico
I nonni possono aiutare i nipoti a interrogarsi sui contenuti che consumano: secondo te questa influencer ti sta dicendo la verità o sta cercando di venderti qualcosa? Pensi che le persone sui social mostrino la loro vita reale? Queste domande aiutano a sviluppare uno sguardo consapevole che protegge molto più di qualsiasi filtro tecnico. La capacità di mettere in discussione ciò che si vede online è una competenza fondamentale nell’era della disinformazione.
Strumenti concreti per nonni preoccupati ma proattivi
Esistono risorse pensate appositamente per aiutare gli adulti meno esperti a comprendere il mondo digitale. Il programma Vivi Internet, al meglio di Google offre materiali gratuiti sulla sicurezza online. Anche associazioni come Telefono Azzurro forniscono guide pratiche per adulti su come parlare di social media con gli adolescenti.
Un’altra strategia efficace consiste nel seguire gli stessi account che seguono i nipoti. Questo permette di comprendere quali contenuti consumano, quali trend seguono, quale linguaggio usano. Non si tratta di spionaggio, ma di restare aggiornati sul loro universo culturale, esattamente come un nonno potrebbe leggere i fumetti o ascoltare la musica che piace ai ragazzi.
Il valore insostituibile della presenza emotiva
Ciò che rende davvero efficace l’intervento dei nonni non è la competenza tecnica, ma la capacità di offrire una presenza emotiva stabile. Gli adolescenti vivono i social media con intensità : un commento cattivo può rovinargli la giornata, l’esclusione da un gruppo può farli sentire invisibili. I nonni, con la loro capacità di relativizzare e di offrire prospettive a lungo termine, rappresentano un antidoto prezioso all’ansia da prestazione sociale che i social amplificano.
Frasi come “so che adesso ti sembra importante, ma tra qualche anno vedrai che” possono sembrare banalizzanti, ma in realtà aiutano l’adolescente a contestualizzare esperienze che altrimenti vivrebbe come totalizzanti. Studi di neuroscienze hanno confermato che il cervello adolescente ha una ridotta capacità di proiezione futura rispetto agli adulti, rendendo preziosa la prospettiva temporale che i nonni possono offrire.
La sfida digitale che i nonni affrontano oggi con i nipoti adolescenti non è poi così diversa dalle sfide educative di sempre: richiede ascolto, presenza, curiosità e il coraggio di restare in relazione anche quando il territorio è sconosciuto. La tecnologia cambia, ma il bisogno degli adolescenti di avere adulti che si interessino genuinamente a loro resta identico attraverso le generazioni.
Indice dei contenuti
