In sintesi
- ❤️ Cuori 3
- 📺 Rai 1, ore 21.25
- 🩺 Serie ambientata nel 1974 all’ospedale Molinette di Torino, tra innovazioni mediche, relazioni sentimentali complesse, nuovi personaggi e colpi di scena, con un mix di realismo storico, emozioni e mistero.
Cuori 3, Rai 1, Pilar Fogliati e Matteo Martari dominano la prima serata di oggi, sabato 1 febbraio 2026, con due episodi in prima visione che riportano gli spettatori nel cuore pulsante – è proprio il caso di dirlo – dell’ospedale Molinette di Torino. Una delle fiction più amate della Rai torna con una stagione che promette emozioni più mature, tensioni inaspettate e un tocco di mistero che ridefinisce ancora una volta il DNA della serie.
Cuori 3: il ritorno alle Molinette tra scienza, sentimenti e colpi di scena
Alle 21.25 su Rai 1 va in onda la terza stagione di Cuori, ambientata nel 1974, un anno fondamentale per la cardiochirurgia italiana e per l’evoluzione sociale del Paese. La regia di Riccardo Donna torna a modellare quelle atmosfere sospese tra rigore medico e passioni incandescenti, portando sullo schermo un intreccio che rimane fedele allo spirito originario della serie: raccontare la vita di chi, ogni giorno, cerca di salvare altre vite mentre la propria va inevitabilmente in frantumi.
I primi due episodi aprono la stagione con la consueta miscela esplosiva: un matrimonio, un nuovo primario con un’agenda tutta sua e un passato che torna a bussare alla porta di Alberto proprio nel momento meno opportuno. E se la seconda stagione era stata un grande spartiacque emotivo, questa terza sembra voler approfondire la complessità dei personaggi, puntando al cuore – narrativo ed emotivo – di una serie che ha già segnato un piccolo cult nella fiction italiana.
Cuori 3 Ep.1 ed Ep.2 su Rai 1: cosa succede stasera
Il primo episodio si apre alle Molinette, con il matrimonio di Virginia pronto a celebrare un nuovo equilibrio nel reparto. Ma basta l’arrivo del nuovo primario Luciano La Rosa per far tremare gli equilibri costruiti da Alberto e Delia. Per gli spettatori di lunga data, La Rosa porta subito quel sapore di “antagonista istituzionale” che mancava dalla scomparsa di Corvara: inflessibile, carismatico, per certi versi più simile ai primi “baroni” della medicina italiana che ai moderni primari partecipativi.
Il vero scossone arriva però quando Alberto, diretto alla cerimonia, è costretto a tornare in ospedale per un’emergenza: Irma, una cantante che il medico sembra conoscere fin troppo bene. Ed è qui che Cuori torna a giocare la sua carta più forte, quella che ha sempre convinto pubblico e critica: la sovrapposizione intelligente tra emergenza clinica e emergenza emotiva.
Nel secondo episodio, Irma si risveglia, ma Alberto si eclissa. Le condizioni non sono buone, e ancora peggio è il turbamento che il suo ritorno provoca. Intanto, La Rosa affida ad Alberto un incarico delicatissimo: trovare un medico per Bruno, suo figlio, la cui salute peggiora rapidamente. Una storyline che forse insinua una vulnerabilità del nuovo primario, e che potrebbe diventare il varco attraverso cui scoprire lati insospettati del personaggio.
Parallelamente, Delia si scontra con La Rosa sul progetto del defibrillatore portatile, simbolo della sua ambizione scientifica e della sua battaglia personale per affermarsi in un mondo ancora profondamente maschile. Un dettaglio nerd che i fan della medicina ameranno: la serie colloca questo sviluppo proprio nel momento storico in cui le prime versioni del defibrillatore portatile iniziavano davvero a circolare, mostrando un’attenzione filologica rara nella fiction italiana.
Perché Cuori continua a funzionare così bene
La forza della serie sta in un equilibrio molto sofisticato. Le Molinette diventano quasi un personaggio aggiuntivo, un luogo in cui l’Italia degli anni ’70 prende vita non con nostalgia patinata, ma con un realismo fatto di progressi, resistenze e un senso continuo di pionierismo. Il fatto che il sensitivo Gregorio Fois – interpretato da un magistrale Giulio Scarpati – sia ispirato a Gustavo Rol aggiunge una dimensione nuova alla serie: la collisione tra razionalità scientifica e mistero, tema tipico delle discussioni dell’epoca, affrontato con un gusto narrativo che strizza l’occhio ai fan della Torino esoterica.
- Pilar Fogliati è ormai una delle interpreti più solide della fiction contemporanea: la sua Delia resta un personaggio magnetico, diviso nel modo più autentico tra ambizione e desideri personali.
- Matteo Martari, dal canto suo, conferisce ad Alberto quella complessità emotiva che rende ogni suo sguardo un potenziale plot twist.
E poi c’è la regia di Riccardo Donna, sempre elegante, sempre controllata, capace di mettere la telecamera al servizio della storia senza mai appesantire. Un lavoro che si avverte soprattutto nei momenti di tensione medica, girati con una precisione quasi chirurgica, e nelle scene più intime, che non scadono mai nel melodramma superficiale.
Per chi ama le serie in costume, per chi ha nostalgia dei medical drama classici e per chi vuole una serata ricca di emozioni, stasera su Rai 1 Cuori 3 è una scelta sicura, avvincente e – cosa rara – culturalmente interessante. Una fiction che racconta un capitolo fondamentale della storia della medicina italiana, ricordandoci che il progresso, proprio come le relazioni umane, non è mai lineare.
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