Quando i nipoti mostrano segnali di bassa autostima, il cuore di una nonna si stringe. Quella continua richiesta di conferma prima di ogni piccola azione, lo sguardo che cerca approvazione anche per il gesto più semplice, la paura paralizzante di commettere errori: sono campanelli d’allarme che non vanno ignorati. La buona notizia è che i nonni possono diventare alleati preziosi nella costruzione di una solida fiducia in sé stessi, complementando il ruolo educativo dei genitori con una prospettiva unica e trasformativa.
Il ruolo speciale dei nonni nella costruzione dell’autostima
I nonni occupano una posizione privilegiata nel panorama affettivo dei bambini. A differenza dei genitori, che devono gestire le pressioni quotidiane dell’educazione e della disciplina, i nonni possono offrire uno spazio emotivo meno carico di aspettative prestazionali. Questa distanza generazionale permette di essere più affettuosi, disponibili, disposti a giocare e meno autoritari rispetto al ruolo genitoriale, favorendo relazioni che valorizzano l’affetto e il processo piuttosto che il risultato.
Quella che potrebbe sembrare una posizione “secondaria” è in realtà una forza: potete celebrare i tentativi senza il peso della responsabilità educativa diretta, creando una rete di sicurezza emotiva dove sbagliare non è catastrofico ma semplicemente umano.
Riconoscere le radici profonde dell’insicurezza
Prima di agire, è essenziale comprendere. La bassa autostima nei bambini raramente nasce dal nulla. Può derivare da confronti con fratelli o compagni, da aspettative percepite come irraggiungibili, da esperienze di fallimento vissute senza un’adeguata rielaborazione emotiva, o persino da modelli familiari dove la perfezione viene inconsapevolmente premiata più dello sforzo.
Come nonna, osservate attentamente: in quali situazioni specifiche emerge l’insicurezza? Il bambino esita prima di tutte le attività o solo in ambiti particolari come il disegno, lo sport, le relazioni sociali? Questa mappatura vi permetterà di calibrare interventi mirati piuttosto che generici incoraggiamenti che spesso scivolano via senza lasciare traccia.
Il linguaggio che costruisce o demolisce
Le parole hanno un potere straordinario sulla psiche infantile. Frasi apparentemente innocue come “Sei sicuro di farcela?” o “Stai attento, è difficile” trasmettono sfiducia mascherata da premura. Al contrario, un linguaggio potenziante trasforma la relazione con l’errore e con la sfida.
Sostituite “Bravo, è perfetto!” con “Ho notato quanto impegno ci hai messo, come ti sei sentito mentre lo facevi?”. Questa differenza apparentemente sottile sposta l’attenzione dal giudizio esterno alla consapevolezza interiore, dal prodotto al processo. I bambini imparano così a valutarsi autonomamente piuttosto che dipendere costantemente dall’approvazione altrui. Lodare lo sforzo anziché l’intelligenza promuove resilienza e autostima nei bambini, come dimostrano numerosi studi sulla mentalità di crescita.
Strategie concrete per nonni attivi
Create uno spazio di sperimentazione protetta
Dedicate momenti dove il nipote possa esplorare attività nuove in vostra compagnia, senza pressioni. Cucinare insieme un dolce dove qualche ingrediente può cadere, costruire con i Lego senza seguire le istruzioni, inventare storie dove i personaggi sbagliano e trovano soluzioni creative. Questi momenti insegnano che imperfezione e creatività camminano insieme, e la condivisione ludica con i nonni favorisce la libertà espressiva del bambino.

Normalizzate i vostri errori
Raccontate episodi della vostra vita dove avete sbagliato e cosa avete imparato. Non servono drammi esistenziali: anche dimenticare un ingrediente o perdere una strada diventano occasioni preziose. I bambini hanno bisogno di modelli fallibili e resilienti, non di adulti infallibili che alimentano standard irraggiungibili.
Il potere delle domande aperte
Quando vostro nipote vi chiede “Va bene così?”, resistete all’impulso di rispondere con un semplice sì o no. Provate invece con: “Cosa ne pensi tu? Sei soddisfatto di come sta venendo?”. State insegnando l’autovalutazione, competenza cruciale per un’autostima solida e indipendente.
Collaborare con i genitori senza invadere
La vostra preoccupazione va condivisa con i genitori in modo costruttivo, non giudicante. Scegliete un momento tranquillo e utilizzate osservazioni specifiche piuttosto che etichette: “Ho notato che Luca chiede spesso conferma prima di fare le cose, vi è capitato di osservarlo anche voi?” è molto diverso da “Vostro figlio ha poca autostima”.
Proponete strategie che avete sperimentato con successo, offrendo il vostro supporto come risorsa aggiuntiva. Ricordate che genitori sotto stress possono involontariamente contribuire al problema: evidenziare costantemente cosa potrebbe andare storto o anticipare ogni difficoltà del bambino trasmette il messaggio implicito “non ti credo capace”. I nonni possono svolgere il loro ruolo al meglio rispettando la responsabilità primaria genitoriale ed evitando conflitti intergenerazionali.
Attività specifiche che nutrono la fiducia
Alcuni progetti hanno un potere particolare nel rafforzare l’autostima:
- Album delle conquiste: create insieme un quaderno dove raccogliere non solo successi eclatanti, ma piccoli progressi quotidiani. “Oggi ho provato anche se avevo paura” vale quanto “Ho preso un bel voto”.
- Progetti a lungo termine: piantare semi e seguirne la crescita insegna che i risultati richiedono tempo e cura costante, non perfezione immediata.
- Ruoli di responsabilità: affidare piccoli compiti dove il bambino diventa esperto, come scegliere quale gioco fare o decidere gli ingredienti della merenda, comunica fiducia nelle sue capacità decisionali.
Quando chiedere supporto professionale
Se l’insicurezza compromette significativamente la vita quotidiana del bambino, impedendogli di partecipare ad attività appropriate per l’età o causando sofferenza evidente, suggerite ai genitori una consulenza con uno psicologo dell’età evolutiva. Non è un fallimento ma un atto di responsabilità e amore.
Il vostro ruolo di nonni rimane comunque insostituibile: siete il porto sicuro dove l’imperfezione è accolta, dove il valore di una persona non dipende dalle sue performance. In un mondo che già sottoporrà questi bambini a mille valutazioni, la vostra casa può essere l’oasi dove semplicemente esistere è abbastanza. E da questa base sicura, piano piano, fioriranno il coraggio di provare e la fiducia in sé stessi.
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