Stasera in tv Una poltrona per due con Eddie Murphy: più che una commedia di Natale, ecco cosa lo rende un capolavoro che anticipò tutto

In sintesi

  • 🎬 Una poltrona per due
  • 📺 Italia 1, ore 21:20
  • 📝 Commedia cult degli anni ’80 con Eddie Murphy e Dan Aykroyd, diventata tradizione natalizia italiana: satira sulla finanza americana, critica sociale su privilegi e disparità, risate e nostalgia in un film che unisce generazioni davanti alla TV la Vigilia di Natale.

Una poltrona per due, Eddie Murphy, Dan Aykroyd, John Landis: bastano questi tre nomi per evocare la Vigilia di Natale italiana per eccellenza. Anche nel 2025 il rituale si rinnova, perché il cult del 1983 torna questa sera alle 21:20 su Italia 1, pronto a trasformare il salotto domestico in una piccola sala anni ’80 piena di risate, satira e nostalgia pop.

Che piaccia o no, “Una poltrona per due” è diventato un fenomeno culturale unico: nessun altro film è riuscito a imporsi nella tradizione natalizia italiana con questa forza, superando generazioni e reinventandosi ogni anno grazie alla sua miscela perfetta di comicità e critica sociale. E il bello è che, rivedendolo, si scopre sempre qualche dettaglio nuovo, come accade con tutti i classici veri.

Una poltrona per due e il suo impatto: perché rivederlo oggi

La storia di Louis Winthorpe III e Billy Ray Valentine è ormai conosciuta a memoria, ma ogni Vigilia offre l’occasione di riscoprirne la precisione narrativa. John Landis costruisce un meccanismo comico che funziona ancora oggi, alimentato da una satira feroce sui meccanismi dell’alta finanza americana, capace di anticipare – con leggerezza e cinismo – temi che diventeranno centrali negli anni 2000: insider trading, manipolazioni di mercato, speculazione selvaggia.

La genialità del finale ambientato al Mercato dei Futures di New York è pura materia nerd: una delle rappresentazioni cinematografiche più citate sul funzionamento dei derivati. Certo, semplifica, ma resta una delle sequenze didattiche più efficaci mai viste in una commedia. Se ami la finanza pop, questo è un piccolo paradiso.

Ma il vero motivo della sua modernità è altrove: nel modo in cui Landis mette in scena il conflitto tra privilegi, razzismo sistemico e disparità economiche, temi che nel 1983 erano forti ma oggi appaiono quasi profetici. Eddie Murphy incarna l’ascesa dell’outsider con velocità e intelligenza, ribaltando gli stereotipi con una comicità tagliente che definisce un’epoca. Dan Aykroyd, con il suo Winthorpe sempre più disfatto (iconica la scena del salmone), offre una delle performance più raffinate della sua carriera post-Blues Brothers.

Il fascino di Una poltrona per due nelle tradizioni televisive italiane

Dal 1997 “Una poltrona per due” è parte fissa del palinsesto della Vigilia, uno di quei riti collettivi che sopravvivono anche nell’era delle piattaforme. Italia 1 ha praticamente “adottato” il film, trasformandolo da semplice commedia natalizia a evento generazionale, con ascolti ancora massicci e un fandom che ama citare battute e scene come fossero proverbi di famiglia. E non è solo nostalgia: è comfort culturale, è sentirsi tutti nella stessa stanza pur restando ognuno nella propria casa.

Chi ama curiosità e aneddoti troverà sempre nuovi argomenti da snocciolare durante la visione, perché la pellicola di Landis è un piccolo scrigno di dettagli – dai cameo alle scelte fotografiche, fino al parallelo con “Il principe e il povero” di Twain. E non dimentichiamo Jamie Lee Curtis, in uno dei ruoli più decisivi della sua carriera: brillante, ironica, sorprendente. Una trasformazione attoriale che merita sempre un applauso.

  • La scommessa da 1 dollaro dei fratelli Duke è diventata una delle icone del cinema comico mondiale.
  • Il film non è nato come storia natalizia: il Natale è solo sfondo, ma in Italia è diventato tradizione assoluta.

La satira del capitalismo dei Duke, così feroce eppure così divertente, rende questo film un momento di pausa intelligente in una sera dedicata ai riti della famiglia e della leggerezza. Un equilibrio raro: ridere forte e al tempo stesso assistere a una critica sociale lucidissima, consegnata però attraverso la lente della commedia più pura.

Stasera in TV: perché “Una poltrona per due” è ancora irresistibile

Se ci si avvicina al film con uno sguardo un po’ nerd, è impossibile non notare l’architettura quasi perfetta della sceneggiatura: ritmo serrato, battute memorabili, personaggi che funzionano come ingranaggi di un orologio narrativo. Ma il suo lascito più forte è probabilmente culturale: questa commedia ha aiutato a definire candore e cinismo della Hollywood anni ’80, ha rilanciato attori, ha raccontato la società americana con una leggerezza che oggi sembra introvabile.

Forse è per questo che ogni Vigilia il pubblico torna, puntuale come un rituale. Perché dietro le risate c’è una storia di riscatto che fa sentire bene, un panorama sociale che resta attuale, un cast in stato di grazia. E poi sì, diciamolo: senza la corsa ai futures sul succo d’arancia, la Vigilia non sarebbe davvero la Vigilia.

Appuntamento allora alle 21:20 su Italia 1: il Natale in TV comincia ufficialmente quando Eddie Murphy entra negli uffici della Duke & Duke sorridendo di fronte a un mondo che si prepara a essere ribaltato.

Quale scena di Una poltrona per due citi più spesso?
La scommessa da 1 dollaro
Il salmone sotto il vestito
La vendetta al mercato futures
Jamie Lee Curtis sul treno
Gorilla in gabbia

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