Quel bollino sorridente sui pomodori nasconde una verità che ogni genitore dovrebbe conoscere prima di fare la spesa

Quando acquistiamo pomodori al supermercato, la nostra attenzione viene immediatamente catturata da simboli colorati, bollini rassicuranti e grafiche che richiamano la natura: foglie verdi, cuori, sorrisi di bambini. Questi elementi visivi sono studiati per comunicarci un messaggio preciso: questi prodotti sono sicuri, naturali, adatti anche ai più piccoli. Ma cosa ci dicono realmente questi simboli? E soprattutto, cosa non ci dicono?

Il marketing visivo sui prodotti ortofrutticoli

Le confezioni di pomodori freschi rappresentano un caso emblematico di come il marketing possa utilizzare simboli evocativi senza fornire garanzie concrete. Un bollino con l’immagine di un bambino sorridente, una fogliolina stilizzata o la scritta “adatto ai più piccoli” possono indurci a credere che quel prodotto sia stato sottoposto a controlli più rigorosi rispetto ad altri. La realtà è ben diversa e merita un approfondimento.

Questi simboli, nella maggior parte dei casi, non sono coperti da uno schema di certificazione pubblico specifico come il biologico UE, ma rientrano nelle normali pratiche di comunicazione commerciale. Le immagini o i claim generici rivolti alle famiglie o ai bambini non comportano automaticamente requisiti aggiuntivi su pesticidi o metodi di coltivazione, a meno che non vengano fatte affermazioni specifiche come “senza pesticidi” o “residuo zero”, che sarebbero soggette alle norme generali contro la pubblicità ingannevole.

Cosa significa davvero “naturale” su una confezione

Il termine “naturale” sui prodotti alimentari ha una disciplina chiara solo in alcuni contesti specifici, come per gli aromi alimentari. Per alimenti semplici come i pomodori freschi, a livello europeo non esiste una definizione legale univoca del termine “naturale” in etichetta, e la sua interpretazione è affidata alle linee guida nazionali e ai principi generali contro l’inganno del consumatore.

Un pomodoro può essere presentato come “naturale” nel linguaggio commerciale semplicemente perché è un prodotto agricolo, anche se coltivato con pesticidi e fertilizzanti di sintesi, purché non si facciano affermazioni false del tipo “senza pesticidi” o “biologico” senza certificazione. Tale uso commerciale del termine è stato più volte segnalato come fonte di confusione per i consumatori dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare e dalla Commissione europea.

La confusione aumenta quando questi simboli vengono affiancati a immagini di bambini o riferimenti alla famiglia. Indagini sulla percezione dei claim da parte dei consumatori mostrano che immagini e diciture che richiamano i bambini vengono interpretate come segnale di maggiore sicurezza o qualità, anche in assenza di reali differenze di standard.

I residui di pesticidi: un problema reale

Le analisi condotte annualmente da organismi di controllo europei e nazionali evidenziano che i pomodori freschi possono contenere residui di più sostanze chimiche contemporaneamente, fenomeno chiamato multiresiduo. Secondo i rapporti EFSA sul controllo coordinato dei residui di pesticidi negli alimenti, i pomodori rientrano tra le colture monitorate regolarmente, e una quota non trascurabile di campioni mostra la presenza di più residui contemporaneamente, sebbene per la grande maggioranza entro i limiti massimi di residuo fissati dalla normativa europea.

L’EFSA segnala da anni che l’esposizione combinata a più pesticidi con meccanismi tossicologici simili è un tema rilevante di valutazione del rischio, oggetto di specifiche metodologie di studio e monitoraggio continuo. I bambini rappresentano una categoria particolarmente vulnerabile all’esposizione a sostanze chimiche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’EFSA sottolineano che i bambini hanno assunzioni di alimenti e acqua per chilogrammo di peso corporeo superiori agli adulti e sistemi di detossificazione e barriere biologiche ancora in fase di sviluppo, rendendoli più sensibili a pesticidi e contaminanti ambientali.

Perché i bollini possono essere fuorvianti

Un bollino che mostra un bambino felice accanto a un pomodoro non certifica automaticamente l’assenza di residui di pesticidi al di sotto dei limiti di legge oltre quanto già richiesto per tutti i prodotti, né garantisce controlli aggiuntivi rispetto agli standard obbligatori. Non assicura l’utilizzo di metodi di coltivazione a basso impatto, a meno che ciò non sia esplicitamente indicato e documentabile, né l’esistenza di test specifici per valutare l’idoneità all’alimentazione infantile.

Questi elementi grafici sfruttano le emozioni e le preoccupazioni dei genitori, creando un’associazione mentale tra il simbolo e la sicurezza che spesso non trova riscontro in certificazioni verificabili. Studi di marketing alimentare hanno mostrato che immagini di bambini, cuori o famiglie aumentano la percezione di salubrità e idoneità per i minori anche senza cambiamenti oggettivi nel prodotto.

Come orientarsi davvero nella scelta

Per tutelare concretamente la salute dei nostri familiari, è necessario guardare oltre i simboli accattivanti e concentrarsi su informazioni verificabili. Le certificazioni biologiche riconosciute a livello europeo, identificabili dal logo verde con la foglia a stelle, garantiscono il rispetto di regole precise che vietano l’uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi, con poche eccezioni elencate nei regolamenti, e prevedono controlli periodici da parte di organismi di certificazione indipendenti.

Numerose meta-analisi hanno mostrato che i prodotti biologici presentano in media una frequenza e concentrazione di residui di pesticidi significativamente inferiori rispetto ai convenzionali. Anche la provenienza geografica offre indicazioni utili: alcuni sistemi produttivi, come consorzi di tutela, marchi di qualità regionali o disciplinari privati, applicano standard più restrittivi rispetto ai limiti minimi europei o fissano obiettivi di residuo ridotto o residuo zero.

Documentarsi sulle pratiche agricole delle diverse regioni produttrici e sulle politiche dei singoli distributori, che talvolta pubblicano report volontari sui residui, permette di fare scelte più consapevoli, indipendentemente dalla presenza di bollini colorati sulla confezione. Davanti allo scaffale dei pomodori, invece di lasciarci influenzare da simboli rassicuranti, dovremmo verificare se il prodotto ha una certificazione biologica riconosciuta dall’UE o da altri schemi di qualità chiaramente identificabili come DOP o IGP, se è indicata chiaramente l’origine e il metodo di coltivazione, e se il bollino presente rimanda a uno standard certificato con ente certificatore o disciplinare consultabile.

Il ruolo della trasparenza nella filiera alimentare

La presenza di simboli non supportati da standard chiaramente identificabili può rappresentare una lacuna nel sistema di informazione al consumatore. Mentre alcune certificazioni come biologico, DOP, IGP o marchi privati con disciplinare pubblicato richiedono audit esterni, tracciabilità documentata e controlli periodici, i semplici bollini grafici non offrono alcuna garanzia verificabile da terze parti.

Distributori e produttori potrebbero fornire informazioni molto più utili, come i risultati almeno sintetici delle analisi sui residui di pesticidi effettuate su quella referenza o filiera, i metodi di coltivazione applicati come biologico, integrato o residuo ridotto, e la frequenza e il tipo di controlli interni ed esterni effettuati. Queste informazioni, concrete e verificabili, aiuterebbero i consumatori a compiere scelte realmente informate, soprattutto quando si tratta di alimentazione dei più piccoli.

La tutela della nostra famiglia passa attraverso la capacità di decifrare il linguaggio del marketing alimentare e di distinguere tra promesse emotive e garanzie concrete. I pomodori che mettiamo nel carrello meritano un’attenzione che vada oltre la superficie patinata delle confezioni, privilegiando la sostanza delle certificazioni verificabili e dei dati di controllo rispetto all’apparenza dei simboli rassicuranti.

Quando scegli pomodori cosa guardi per primo sulla confezione?
Bollini e simboli rassicuranti
Certificazione biologica UE
Prezzo e aspetto esteriore
Origine e produttore
Non guardo quasi nulla

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